#LEZIONE 1B: Cosa ti serve per lavorare all’uncinetto (filato)

La campanella sta suonando!!!! Forza amici, accomodatevi al vostro banco e cominciamo!

SECONDA LEZIONE della SCUOLA UNCINETTO CON GIULIA, in collaborazione con Lisa Davì dal canale di CrochetRomance!

L’argomento di oggi è dedicato ai FILATI con consigli utili e caratteristiche per imparare a riconoscerli e capire quale è più adatto da lavorare all’uncinetto!

Sei pronto a continuare e scoprire l’argomento di oggi?

 

“Ciao  Gufetto, ciao Lisa e ciao a te! 

Come ti è sembrata la prima lezione?”

Se te lo sei perso, non ti preoccupare, puoi leggere tutte le lezioni che abbiamo già trattato entrando qui!

 

Cosa ti serve per cominciare?

nella scorsa lezione abbiamo parlato dello strumento che presto imparerai ad usare e che poi non lo mollerai più l’ UNCINETTO!

Quest’oggi invece, parleremo di un altro elemento IMPORTANTISSIMO E FONDAMENTALE per lavorare, ossia il FILATO !

#LEZIONE 1B – i filati:

In questa lezione parliamo di filati e scopriremo:

  • LA CLASSIFICAZIONE DI FIBRE E FILATI (fibre naturali, artificiali e sintetiche);
  • CARATTERISTICHE DEI FILATI;
  • CODICI per identificare i MATERIALI DEI FILATI (tabella da stampare);
  • COME SCEGLIERE IL FILATO a seconda della stagione, cosa si vuole realizzare, lo spessore del filato che vuoi utilizzare con i rispettivi simboli che trovi sulle etichette;
  • TORSIONE DEL FILATO e TECNICA;
  • COME SI MISURA LO SPESSORE DEL FILATO (Titolazione dei filati);
  • FORMATO DEI FILATI;
  • COME AVVOLGERE IL FILATO (a gomitolo o a matassa) con VIDEO TUTORIAL

Tulip verde

Per lavorare all’uncinetto si può impiegare qualsiasi cosa, dalle strisce di stoffa, allo spago o al filo metallico fino ai filati da maglia, ai fili da ricamo, ai nastri o altro ancora!

Ma ci sono dei filati prodotti appositamente per l’uncinetto e sono di solito lisci e compatti, come il filato Tulip della YarnArt


Classificazione di fibre e filati

Le fibre tessili sono costituite da materie prime che, per la loro costituzione particolare, si prestano ad essere ridotte in filato di elevata lunghezza, resistenza e flessibilità e subire il trattamento di tintura.

Si classificano in tre tipi fondamentali:

  1. FIBRE NATURALI;
  2. FIBRE ARTIFICIALI;
  3. FIBRE SINTETICHE

Le fibre naturali

Si suddividono in VEGETALI e sono:

  • Cotone mercerizzato, proviene dai paesi caldi come Sud America, Egitto, India e Cina.
Camilla Cotton Lilla

dalla caratteristica “lucentezza” e resistente e morbido. E’ la fibra naturale più utilizzata, ma per goderne dei suoi benefici è bene che sia certificata biologica, poichè il 25% dei pesticidi utilizzati nel mondo, sono destinati alle coltivazioni di cotone, ne consegue che questi rimanendo all’interno delle fibre possano poi entrare in contatto con la pelle e creare allergie.

Assorbe l’umidità e si asciuga rapidamente. L’esposizione prolungata al sole indebolisce le fibre, ma può essere lavato in lavatrice a qualsiasi temperatura, versatile, poco costoso, si restringe appena.

Dà una sensazione piacevole sulla pelle ed è ideale per fare dei capi di abbigliamento, accessori e giocattoli (ad esempio bambole, orsetti e altri amigurumi) per bambini o neonati,  ma anche per adulti. Si possono fare accessori per la casa, come tappeti, cestini e set da tavolo.

Il filato di cotone a volte può essere difficile da lavorare e può risultare faticoso, portando rapidamente dolore alle mani, ma se mescolato con l’acrilico, il filo diventa più morbido e più facile da lavorare.

Link Scheda filato: Camilla Cotton Lilla

  • Filati di lino, sono pregiati quelli di Olanda, Belgio, Irlanda e Scozia. La fibra è molto morbida, lucente, regolare, molto resistente, anallergico, antistatico, traspirante.

Hemp Pink

La lavorazione è lunga e complessa, ecco perchè il suo costo è superiore a quello del cotone. Il filato lucido e liscio o peloso e grezzo ottenuto dalle fibre mediante filatura, può essere sbiancato e tinto, stampato o tessuto in molti modi: damasco, jacquard e velluto.

Permettono di realizzare trame resistenti, nitide e crespe, che però a volte possono risultare rigide. 

Solitamente utilizzato per fare dei merletti e se si vogliono realizzare con dei filati pregiati allora bisogna scegliere i lini di Olanda, Belgio e Scozia. Meglio utilizzare con un’altra fibra per renderlo più morbido. Durante la lavorazione si ha una buona definizione del punto; si ammorbidisce indossandolo e lavandolo.

Si possono realizzare capi di abbigliamento, canovacci e asciugamaniPurtroppo si stropicciano facilmente e sono difficili da stirare.

Link scheda filato: Hemp Pink

  • Filato di canapa, proviene dalla Francia, Italia, Russia e Jugoslavia. È una fibra piuttosto lunga, ruvida ma resistente. Sicuramente fra le fibre naturali è quella più resistente all’usura, circa tre volte maggiore del cotone!

Ha un’ottima capacità di assorbimento dell’umidità, tessuto anallergico, inattaccabile da muffe, funghi, tarme, filtro naturale per raggi UVA, comodo e confortevole da indossareLa fibra migliore per scopi tessili è quella lunga, non inferiore a 250 cm.


  • Juta, il secondo tessuto più utilizzato dopo il cotoneE’ un tessuto molto resistente, rigido e ruvido, completamente biodegradabile e riciclabile.

Viene usato principalmente per fare sacchi, borse, cinture, cappelli e tappeti.


Le fibre naturali che derivano dagli ANIMALI sono:

  • Baby Merino Deluxe Light Grey melange

    Filati di lana, è costituita dal vello della pecora o capra. Danno una piacevole sensazione al tatto, sono molto elastici e facili da lavorare, ma costosi.

L’uncinetto scivola tra le mani che è un piacere! E’ considerato ipoallergenico, ma in alcuni fili può contenere lanolina e le persone allergiche devono stare attenti e controllare

Lo svantaggio sta nel non poter essere lavato in lavatrice, altrimenti si infeltrisce, a meno che tu non voglia lavorare la lana per fare del feltro!

La lana è tanto più pregiata quanto più è lunga e quante più onde ha la sua fibra.  I tessuti possono essere semplici come il raso che ha trame in linea retta, o fili curvilinei come i felpati. La lana ha alta capacità igroscopica, ovvero assorbe umidità fino al 30%, traspirante, resistente all’usura e alla fiammaLa lana viene utilizzata, pura o con altre fibre, viene spesso mescolato con l’acrilico.

La pura lana vergine indica la lana nuova tosatura; quando manca questa indicazione, viene utilizzata una lana rigenerata, ottenuta dalla lavorazione di panni o scarti industriali.

Link scheda filato: Baby Merino Deluxe Light Grey Melange

  • Lambswoll, viene ottenuto dalla prima tosatura di un agnello; le fibre sono ondulate e poco resistenti, ma molto morbido, elastico e scivoloso e viene utilizzato nei tessuti di alta qualità.


  • Cashmere, è la fibra ottenuta dalla lavorazione del pelo della capra tibetana (la specie più pregiata si trova in Mongolia, quella meno pregiata in Iran; i maggiori allevamenti sono in Cina).

E’ un tessuto molto pregiato perchè fine, leggero e molto morbido, non soggetto a “pilling”.  La lavorazione del sottopelo del cammello produce una fibra fitta detta Camelhair, contraddistinta da colori naturali nelle tinte del cognac.


  • Seta, viene prodotta dal baco da seta.

Silk Crema

I bozzoli di seta vengono messi in bacinelle di acqua calda, da qui si ricava il filo che forma il bozzolo, il quale galleggia sull’acqua. Il filo viene poi trattato e filato. Il filato è avvolto al 20% da sericina a seconda se viene tolta tutta o in parte durante il trattamento, avremo seta cotta oppure seta souplè, raddolcita.  Alcuni tessuti in seta sono Taffetà, Georgette, Chiffon, Organza, Raso, Broccatello, Velluto, Damasco (tessuto), Broccato.

La seta è morbida al tatto, delicata sulla pelle, termoisolante, impermeabile ma a contatto con il sudore si macchia facilmente; sono confortevoli da indossare, mantengono il calore corporeo, ma sono meno elastici rispetto ad altri filati. I tessuti in seta sono molto delicati e facili all’usura e a rovinarsi al sole.

Link scheda filato: Silk Crema

Le fibre artificiali

ottenute da prodotti esistenti in natura come:

  • Acetato, si ottiene trattando la cellulosa con anidride acetica.

E’ stata inventata in Germania nel 1869, durante la prima guerra mondiale e serviva per fare i teloni di copertura degli aerei. Il primo tessuto di acetato venne realizzato da un inglese negli anni ’20. E’ usato in tutta la moda femminile per il suo aspetto simile alla seta.
Viene utilizzato per fare twill, satin, cady, nelle fodere e nei nastri, nelle pellicce sintetiche, nella biancheria. Può essere lucido od opaco.

Ha una mano morbida, è elastico e ha il vantaggio che non si stropiccia e non si restringe durante il lavaggio e si asciuga in fretta. Viene usato puro oppure mischiato con il cotone, viscosa e seta.


  • Viscosa o Rayon, è una fibra trasparente che si ottiene dalla cellulosa.

Tube viscose light pink

Le fibre di cellulosa (legno o del cotone) vengono sciolte con soda caustica che comporta una reazione dando un composto solubile in acqua formando una soluzione chiamata viscosa, che trattata poi con acido si ritrasforma in cellulosa.

Al contrario del nylon, il rayon assorbe l’acqua, rendendo i tessuti ottenuti molto più confortevoli per essere indossati.
Una volta veniva denominata anche “seta artificiale”, ma cambiò nome in “Rayon” quando il legislatore proibì l’uso del nome seta per i prodotti non derivanti dal baco da seta.

L’Italia aveva raggiunto un posto di riguardo nella produzione mondiale e viene impiegata per lo più sulla manodopera femminile.

Link scheda filato: Tube viscose light pink

  • Lanital, derivato dalla caseina. Ha una struttura molto simile alla lana, con risultati vicini anche per calore, morbidezza ha anche il vantaggio di essere poco attaccabile dalle tarme.

Nel dopoguerra si tentò di migliorare il prodotto e di rilanciarlo con il nome commerciale di Merinova, ma nel frattempo lo sviluppo delle fibre chimiche, in primo luogo dell’acrilico, fece uscire dal mercato le fibre caseiniche.


  • Ardil  (dai semi di arachidi) e Azlon (dalla soia), hanno entrambi una composizione che si avvicina a quella della lana, il filato ottenuto però ha una resistenza all’uso minore anche se maggior potere isolante.


  • Lyocell o tencel, prodotto dalla cellulosa. Le caratteristiche principali sono resistenza, buona traspirabilità e l’assorbimento dell’umidità.

Il tessuto di lyocell è resistente fino a 40° C senza nessun problema, oltre i 60° C si ha invece un restringimento. I tessuti con fibra tencel hanno aspetto morbido, liscio e lucido. 

Si usa per realizzare abbigliamento, tessuti tecnici o arredamento.


Le fibre sintetiche ottenute con processo chimico

  • Filati acrilici e di nylon, sono leggeri, morbidi, resistenti e i più economici.

Favorite Powder Pink Worsted

Sono lavabili in lavatrice, ipoallergenici, resistente agli oli, prodotti chimici e al deterioramento da esposizione alla luce solare. L’unico inconveniente di questo filato è che con l’uso formano dei spiacevoli “pallini” (definiti anche “pilling”) che rovinano l’oggetto lavorato.

Possiedono una elevata sofficità che ne consente usi particolari nell’abbigliamento e in arredamento.

I tessuti realizzati con fibre acriliche hanno un aspetto lanoso, caldo e morbido, sono irrestringibili al lavaggio, hanno ottima resistenza alla luce solare, agli agenti atmosferici ed allo stropicciamento, non infeltriscono e danno una buona resa nei colori.

Le fibre acriliche vengono usate per: calzetteria, pellicce sintetiche ed imbottiture. Un esempio è l’orlon, modacrilico (acrilico modificato per resistenza alla fiamma)

Link scheda filato: Favorite Powder Pink Worsted

Per evitare la formazione di “pilling”, si possono trovare dei filati definiti appunti “anti-pilling”, e nel link qui sotto trovi l’elenco dei filati ICE YARN in varie tonalità.

Link Filati Anti-pilling

  • Poliammide o nylon, possiede ottima resistenza ed elasticità, ha scarsa tendenza ad assorbire l’acqua e quindi i capi si asciugano molto velocemente.

Questa fibra possiede inoltre un’ottima resistenza all’usura e all’abrasione, non si gualcisce, teme tuttavia le elevate temperature che possono deformarla e va quindi stirata a una temperatura non superiore a 150° C.

I tessuti con fibre in poliammidiche sono ad esempio per collant e calze, costumi da bagno, corsetteria e lingeria, abbigliamento sportivo impermeabile e ombrelli.


  • Ramie, usata sin dall’antichità in Cina ad esempio prima dell’utilizzo del cotone. Recentemente si è diffusa anche in Occidente, più che altro in indumenti misti a cotone.

Fibra resistente, anallergica e resiste bene all’umidità. Il suo processo di lavorazione è articolato, questo fa che i costi siano alti.


Caratteristiche dei filati

Si possono inoltre classificare i filati anche per altre loro caratteristiche:

  • Filati vaporosi, pelosi o pesanti, sono difficili da lavorare perchè hanno la tendenza a nascondere la struttura delle maglie e difficilmente mantengono la tensione uniforme in tutto il lavoro.

    Eyelash Colorful Lilla Shades

    Inoltre, non è facile disfare il lavoro eseguito con questi filati se commetti un errore.

Link scheda filato: Eyelash Colorful Lilla Shades

 


  • Filati ciniglia, di origine relativamente recente, fece la sua comparsa verso il 1930, seguendo i dettami della moda il suo uso si diffuse negli anni ’70.

    Amigurumi Chenylle

    Questo filato è composto da due filati di materiale differente, uno sottile e robusto, l’altro più grosso e morbido. Due trefoli intrecciati, di filato sottile, formano l’anima del filo e una serie di pelucchi tagliati alla stessa altezza, detti “pelo”, vengono bloccati dalla torsione dei trefoli dell’anima in posizione perpendicolare a questi, dando un effetto che assomiglia al velluto.

    La lavorazione a maglia mette in risalto l’effetto velure della ciniglia e il materiale più frequentemente usato sono le tecnofibre, rayon, acrilico, viscosa, ma se ne trova in commercio anche in cotone.

Con questo filato ho realizzato un bellissimo Topolino amigurumi che ho chiamato Rassel! 
Fai clic su Topolino Rassel per leggere l'articolo e trovare lo schema

Link scheda filati: Filati ciniglia

    • Filati con pailletes, dei filati con all’interno le pailletes o Strass (dal nome di chi le ha presentate al mondo, Georges Frederic Strass).

    Wool Paillette creme-black

    Nascono nella metà del ‘700  con lo scopo di bilanciare il povero con il piacevole e il lusso.

    In Italia arrivano nei primi anni ’70 del secolo scorso e il loro uso è stato in continua ascesa fino ai giorni nostri. Sono dei dischetti forati in materiale plastico con notevoli capacità di riflettere la luce, di dimensioni e diametri diversi, se combinati con fibre tessili di pregio danno vita a filati pieni di fascino e lusso.


Mescolando delle fibre di diverso tipo o colore, si possono ottenere degli effetti detti mélange.

Vediamo insieme quali termini si utilizzano per identificare i vari effetti sui filati che si possono realizzare:

  • Wool Twister Lilac

    bouclè, uno dei due fili forma degli anelli che sporgono con effetto ricciolo.

Tessuto di lana o altro filato, realizzato con gli omonimi filati cardati: l’aspetto è molto irregolare, con  nodi e ricci in superficie. Ha peso assai variabile ed è usato per abiti e giacche.

Link scheda filato: Wool Twister Lilac

  • Kid Mohair fine light grey melange

    velure, nel filato sono inseriti pezzettini di filato peloso che danno un effetto velluto, come la ciniglia

Link scheda filato: Kid Mohair Fine Light Grey Melange

  • fioccato, la sezione del filo cambia, da sottile a grossa, inglobando fiocchi o batuffoli

  • effetto bottonato, il filo ingloba fiocchetti, pallini


  • chinè, è un vocabolo francese e significa “alla cinese” tinto in matasse con due o più colori.

Fiammato orange

Chiné à la branche, è la tecnica che si ottiene con la tintura di piccoli mazzi di fili d’ordito opportunatamente legati, e il colore è impedito dalla legatura durante il filtraggio, andando così a colorare solo la parte non legata. L’ordito viene poi montato sul telaio e si procede alla tessitura con un filo di trama di un solo colore. Per i piccoli spostamenti che subiscono i fili nell’arrotolamento e legatura dell’ordito ne risultano disegni con un effetto fiammato,striato, sfumato in senso verticale, con contorni imprecisi.

Link scheda filato: Fiammato Orange

Chinè à la chaine, si ottiene tessendo dei fili non tinti con una trama fittizia molto rada, si stampano con rulli i colori sul tessuto, si sfila la prima trama per procedere alla tessitura effettiva. Questo sistema, decisamente complesso, produce una maggiore precisione nel disegno. Questa tecnica era molto in voga negli anni ’30 e ’40. Oggi questa tecnica è utilizzata in arredamento per cuscini, tappezzerie e tendaggi e in abbigliamento sopratutto femminile per abiti, gonne e camicette.


  • ingabbiato, il filo è, rinchiuso da una sottile trama per lo più sintetica (in seta nei filati ingabbiati di maggior pregio)


Giusto per conoscenza, ho preparato una tabella con l’elenco di tutti i codici legati al tipo di materiale di cui può essere composto il filato e che viene spesso indicato sulle etichette dei filati.

Codici materiale filati

(fai clic sul titolo qui sopra per aprire e stampare il file)


Leggiamo un pò di opinioni che le amiche uncinettose del mio gruppo Facebook UNCINETTIAMO CON GIULIA hanno voluto condividere con noi!

Iniziamo dalla mia collega Lisa Davì che dice:

"A me piace soprattutto la lana merino 100% per fare lavoretti per bambini, coperte, abbigliamento, ma anche sciarpe e cappelli da uomo e donna. Il 100% cotone mercerizzato per fare amigurumi e accessori per la casa. I filati di composizione mista li uso per fare scialli e maglie"
Milena Arangio
"io come filati mi sono sempre adattata x la maggiore ho usato lana acrilica perché dopo il punto croce mi sono affacciata al mondo dell'uncinetto e il mio primo lavoro è stato proprio un amigurumi ....il minions...facevo zapping su Youtube e per caso mi sono imbattuta su queste creazioni e mi sono innamorata ...per questo ho iniziato con il filato in lana ...adesso uso vari tipi di filati che adatto in base alla creazione....mi piace molto lavorare il cotone è piu scorrevole forse x me che ho le mani che sudano...e comunque con l'esperienza ho notato che gli amigurumi vengono meglio con il cotone rispetto alla lana che poi con il tempo fa i pallini...nonostante tutto io amo l'uncinetto e amo creare x cui mi adatto a tutto"
Angela Re
"Uso di preferenza il cordino di vari spessori per confezionare la mia passione, le borse!"
Manuela Agostinelli
"mi piace lavorare ai ferri e uncinetto con ogni tipo di filato e fare maglie, scialli, bordure e cuscini"
Soccorsa Natale
"a me piace molto l'acrilico per fare i miei adorati amigurumi"
Barbara Valmassoi
"Io spazio molto, ho iniziato con il cotone n.8 per filet, da pochi anni ho scoperto l'acrilico per gli amigurumi, e uso anche la lana per copertine, vestiti, ecc."
Laura Costantini
"a me piace lavorare con il cotone e come lavori mi piace fare amigurumi, borse e adesso anche cappelli"

Come scegliere il filato 

La scelta del filato può essere determinata da diversi fattori:

La stagione:

  • Cotone, se usato grezzo è fresco d’estate, se usato come flanella è caldo d’inverno.
  • Lino, è un tessuto fresco ed è ideale per capi estivi
  • Canapa, il tessuto è caldo d’inverno e fresco d’estate.
  • Lana, il calore è la proprietà principale di questo tessuto, ma regola anche la temperatura corporea quindi ripara dal freddo d’inverno e dal caldo d’estate.

Ecco qui i link dei filati proposti per l’estate Summer yarn, per l’inverno Winter yarn e per la primavera/estate 

cosa si vuole realizzare:

Dallo spessore del filato che vuoi utilizzare:

Quando si parla di peso (tradotto dall’inglese weight), in realtà si sta facendo riferimento allo spessore del filato.

I filati vengono classificati per il loro spessore e sulle etichette dei gomitoli  puoi trovare le seguenti simbologie:


0 Lace: è un filato molto sottile e comprende i fili da cucito. 
La misura di uncinetto da utilizzare è quella più sottile che va da 1,5 mm a 2,25 mm.
Di solito si realizzano dei pizzi o scialli, ma il numero di uncinetto o ferro usato per lavorarli è normalmente maggiore di quello indicato sull'etichetta del filato per ottenere un effetto molto arioso e morbido.
1 Super fine: è un filato anch'esso sottile ma da utilizzare con un uncinetto ceh va da 2,25 a 3,5 mm.
Ideale per realizzare gli amigurumi, calzini o abbigliamento baby.
2 fine: Questo spessore viene anche chiamato comunemente Sport o Sportwight. 
L'uncinetto da utilizzare va da 3,5 a 4,5 mm
3 light: Questo spessore viene indicato con le sigle DK (double knitting) o Light Worsted.
L'uncinetto da utilizzare va da 4,5 a 5,5 mm
4 Medium: viene definito anche Worsted e deriva dal nome di un paesino inglese di Norfolk (chiamato appunto Worstead) dove nel 12° secolo è stato formato un centro manifatturiero di filati e abiti.
L'uncinetto da utilizzare va da 5,5 a 6,5 mm
Viene utilizzato per tappeti, abbigliamento , calzetteria, guanti e sciarpe.
Questo filato è considerato più resistente, morbido, liscio dei filati chiamati wool anche se entrambi sono realizzati con la lana.
5 Bulky: è conosciuto come Chunky. Possono variare molto in spessore.
L'uncinetto da utilizzare va da 6,5 a 9 mm.
Spesso le ditte che producono filati tendono a mettere in un'unica categoria tutti i filati più spessi di aran oppure worsted, pertanto è difficile trovare una sostituzione.
6 Super bulky: fanno parte di questa categoria tutti i filati più spessi di bulky.
L'uncinetto da utilizzare va da 9 a 15 mm
7 Jumbo: sono i filati più grossi di spessore e l'uncinetto da utilizzare va da 15 mm in sù.

E’ molto importante conoscere queste informazioni, perchè ci permettono di capire se possiamo tessere un certo tipo di filo e calcolare quanto ce ne occorre per un determinato lavoro


Torsione del filato:

La torsione del filato è il torcimento del filo che avviene verso destra (definito con Z) o verso sinistra (definito con S)

Il processo per ottenere un filato è la filatura, per cui occorre preparare la fibra tessile attraverso operazioni di cardatura e pettinatura, che servono a districare e rendere parallele le fibre e disporle prima in nastro cardato e poi stoppino.

Tecnica

Per poter ottenere la torsione, nei secoli sono stati utilizzati diversi strumenti più o meno complessi come:

  • il fuso e la conocchia o rocca, questa tecnica risale dal neolitico;
  • l’arcolaio, fierina o filarello, un marchingegno a pedale che si utilizza dal medioevo;
  • con la rivoluzione industriale, siamo arrivati ad avere dei macchinari automatizzati, filatoi
  • ancora oggi nelle aree rurali europee nella prima metà del XX secolo, si utilizza il metodo arcaico, ossia il semplice utilizzo delle mani, facendo rotolare il nastro con il palmo della mano su una gamba.

I filati si dicono:

  • a capo unico, quando sono formati da un solo filo;
  • ritorto, quando sono formati da una torsione di più fili.

Come si misura lo spessore del filato

La struttura del filato è tendenzialmente cilindrica, quindi si potrebbe utilizzare un diametro come riferimento per misurare lo spessore, ma il filato si deve misurare anche per la sua morbidezza ed elasticità,

quindi quale misura può prendere in considerazione tutto questo?

Le uniche due misurazioni che è possibile effettuare su un filato, sono quelle relative alla sua Lunghezza (L) e al suo Peso (P).
Il rapporto fra queste due grandezze prende il nome di TITOLO (T):

E’ la notazione convenzionale riferita alla finezza, cioè allo spessore del filato

Titolazione dei filati

I sistemi di titolazione sono due:

  1. Titolazione diretta, rappresenta il rapporto fra lunghezza e peso. Più alto è il titolo, più elevata è la finezza.

A questo tipo di titolazione appartiene il titolo metrico (Nm) ossia il Numero di Matassine di 1000 metri costituenti 1 Kg. Questo tipo di titolazione viene usata particolarmente per la LANA.

Per il cotone si usa il titolo inglese, che considera la lunghezza di 840 yards (pari ai 768 metri) e la libbra (paria 453,6 grammi). Lo stesso titolo inglese viene utilizzato anche per il lino, la canapa e la juta solo che la base di yards è di 300 e non 840 come per il cotone.

La titolazione per lunghezza è il metodo più usato e conosciuto in Italia

2. Titolazione indiretta, rappresenta il rapporto tra il peso e la lunghezza. In questo caso più alto è il titolo, maggiore è il suo spessore.

Con questo metodo di titolazione si ha il titolo legale, espresso in denaro (0.05 grammi) e la lunghezza di 450 metri. Viene usato per la seta e tutte le fibre artificiali e sintetiche.

L’organizzazione internazionale di unificazione ha sostituito i due sistemi di titolazione suddetti con il metodo TEX, che ha come peso il grammo e come lunghezza 1000 metri, e da questo derivano:

  • il multiplo KiloTex – 1000 TEX;
  • il sottomultiplo Millitex – 0,002 TEX

Il titolo è sempre riferito ai filati semplici, nei filati ritorti il titolo si esprime con una frazione (ad esempio 30/2, 50/2, 60/3, ecc)

Con i fili di diverso titolo, viene espresso indicando al numeratore il titolo del filato più grosso ed al denominatore il titolo del filato più sottile.

Il Tex dovrebbe rappresentare il titolo universale con cui indicare lo spessore dei filati, ma nella realtà non è sempre così (è utile però per quanto riguarda i calcoli di produzione).

Il Td è particolarmente usato per i filati di seta, le fibre tecnologiche o le singole fibre in genere.

Il Np si utilizza per la titolazione dei filati di lana cardata (in uso solamente a Prato)


Formati di filati

I filati si trovano in commercio in diversi formati:

  • in spoletta, per i filati molto sottili, principalmente quelli da ricamo. E’ costituita da un piccolo tubo lungo da 6 a 10 cm in cui viene avvolto il filo in modo ordinato.

Il tubo serve ad infilarlo su supporti come quello della macchina da cucire.

  • in gomitoli, per piccole pezzature, da 40 a 500 gr, come quelli soliti che useremo noi, per lavorare all’uncinetto! La sua forma è simile a una palla ed è il metodo più antico e semplice utilizzato per accumulare in maniera ordinata il filo.

Questo formato è utilizzabile con qualsiasi tipo di filato, spago o altro materiale leggero in modo che non si scompigli e annodi.

  • in matassa, in uso maggiormente nel passato, ma ora li trovi nei filati da 200 gr a 2 Kg come è solito trovare i cordini per fare le borse, ed p un formato indispensabile per la tintura.

E’ costituita dall’assemblamento ordinato di un ammasso di filo, disposto a spirale, in forma circolare. Per evitare che si disfi, che si perdano le estremità e si confonda l’ordine, ha uno o più punti di bloccaggio, diversi a seconda del materiale del filo. Il capo esterno, quello che si prende per srotolarla si chiama bandolo. Il filo di fine ed inizio sono annodati assieme dopo aver fatto alcuni giri intorno alla matassa.

Vi sono uno o due latri punti di legatura fatti con un filo indipendente che servono a mantenerli in ordine.

Se la matassa non mantiene il suo ordine i fili si incrociano, è l’attimo di disperazione, perchè diverrà difficile dipanarla, cioè disfarla.

il tempo necessario si moltiplica perchè il filo deve essere fatto passare manualmente intorno agli incroci.

  • In rocca, per uso industriale, il filato è avvolto su di un cono di cartone o plastica da 500 gr a 2 Kg.

Come avvolgere il filato

Vediamo  come si fa un gomitolo a mano:

Guarda il video al minuto 0:16

Il metodo per iniziare un gomitolo è a mano; consiste nel tenere fermo un capo del filo tra le dita di una mano e avvolgervi strettamente attorno un pò di filo con l’altra mano per creare il nocciolo.

Si può usare un pezzetto di cartoncino o di carta ripiegata.

Quando si è formato un primo nucleo si sfilano le dita lasciando il capo all’interno e si comincia ad avvolgere il filo tutto intorno avendo cura di girare la sfera che si va formando in modo che pochi giri si accumulano sul diametro e quelli seguenti incrocino in modo netto e abbastanza perpendicolare.

Quando il gomitolo è cresciuto e diviene difficile tenerlo nella mano, si taglia il filo e lo si blocca infilandolo sotto un giro già fatto lasciando fuori il capo.

A macchina:

Esistono poi i metodi industriali per fare i gomitoli, definito anche gomitolatura, ed essi risultano meno compatti rispetto a quelli fatti a mano, perchè hanno l’anima vuota (essendo preparati su di un fuso), hanno una distribuzione delle spire regolare e sono chiusi da una fascetta in carta con le indicazioni (l’etichetta).

I formati dei gomitoli di lana e cotone vanno da 50 a 100 gr; mentre i formati grossi e i filati robusti, da 200 a 500 gr.
L’unità di misura più utilizzata è quella da 50 gr.

Vediamo come si fa a mano la matassa:

cordino Swan Thai

Quando apprenderemo tutto ciò che c’è da sapere sull’uncinetto, comincerai anche tu a voler realizzare la tua borsa oppure un zainetto e per fare questo tipo di creazioni, si usa il cordino, che spesso o sempre viene venduto in matassa, raccolto in un sacchetto di plastica fornito da un foro, che ti permette di far fuoriuscire il filo di inizio e mantenere, all’interno del sacchetto, il filo di fine, in modo da non attorcigliare la matassa durante la lavorazione.

Ma se ti dovesse capitare, per errore, di aprire il sacchetto e far cadere tutta la matassa, come fai a riavvolgerlo per ricomporlo?

Il sistema più semplice consiste nell’arrotolare il filo intorno al’avambraccio, mettendo il filo alternativamente nell’incavo tra il pollice e l’indice aperti e l’esterno del gomitolo ripiegato. Alla fine si sfila piegando la mano verso il braccio.

Guarda il video per vedere come fare (minuto 01:16)

Oppure un’altra tecnica è quella di utilizzare lo schienale di una sedia e far girare intorno il filo.


Nel video ho introdotto anche una piccola idea riciclo per raccogliere il filo, con l’anello in cartone  di un rotolo di scotch e se ti piace l’idea, potresti anche arrotolarlo semplicemente per ricreare un bracciale con un bel filato in cordino dorato.



Susy Iannaccone
"Io uso questo strumento per le matasse, mentre per fare il gomitolo uso il pollice e l'indice e avvolgo il filo ad intreccio fino ad un certo punto, poi piego a metà, continuo ad avvolgere girando in vari versi fino a fine filo."

Milena Arangio
"Io di solito compro solo gomitoli e se si srotola troppo lo riavvolgo attorno allo stesso.
Per le matasse che non ho mai acquistato, ma ho trovato un bel pò di matasse di cotone lasciate dalla mia zietta che da poco ci ha lasciati, le riavvolgerò a gomitolo non appena sarà pronto l'arcolaio che il mio maritino falegname mi costruirà.
Se un gomitolo mi si disfa, io uso arrotolarlo su un pezzo di cartone o rocchetto di gomitolo finito, che di solito conservo, ma se non si ha nulla a disposizione può essere utile il rocchetto della carta igienica o del rotolo scottex che in ogni casa sicuramente non mancano!!"

Questa lezione è stata scritta in collaborazione di FILO DI ARIANNA e i suoi filati marchio ICE YARNS, che potete trovare all’interno del suo sito

ilfilodiarianna.yarnshopping.com!


Siamo arrivati alla conclusione della 1^ LEZIONE PARTE B

Per questa lezione non ho preparato nessun TEST, ma ti consiglio di rileggerlo ogni qual volta ti troverai tra le mani l’etichetta di un filato che acquisterai !

"Non vedevo l'ora di concludere questa lezione perchè dalla prossima si comincia finalmente ad usare l'uncinetto e a mettere in pratica la teoria :-D"

Ci vediamo alla prossima lezione!!!!

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